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Quando
i francesi, dopo la seconda guerra mondiale, cercarono di
riprendere il controllo dei loro possedimenti in Indocina, si
trovarono di fronte a una crescente ondata di nazionalismo.
Gli anni dal 1946 al 1954 furono funestati da una spietata
guerra tra una potenza coloniale, la Francia, e i nazionalisti
asiatici.
Dal 1946, Vo Nguyen, detto Giap, comandante supremo del
Vietminh, ossia Fronte per l'indipendenza del Vietnam, aveva
preso a concentrare le sue truppe sulle montagne del nord-est
del Tonchino. Allo scoppio del vero e proprio conflitto, nel
1950, si ebbero le vittorie di Giap a Cao Bang e a Lang So, e
successivamente la caduta di Dong Khè, inutilmente quanto
coraggiosamente difesa dai paracadutisti francesi, che ebbero
seimila morti. Finalmente la Francia si accorse di trovarsi di
fronte non tanto un capo guerrigliero, quanto un autentico e
grande generale. Tanto più che ora dalla Cina di Mao
cominciavano ad affluire, senza sosta, aiuti di ogni genere al
Vietminh: armi, rifornimenti, istruttori e volontari.
Ora il generale Giap disponeva di formazioni regolari:
sessanta battaglioni che formavano cinque divisioni armate di
mortai pesanti, cannoni anticarro, mitragliatrici e armi
leggere. Alla vigilia della battaglia di Dien Bien-Phu, Giap
avrà a sua disposizione un totale di 125 mila soldati regolari
contro i 189 mila uomini della Francia, tra militari della
Legione Straniera, nordafricani, vietnamiti e reparti
d'aviazione e di marina.
Nel maggio del 1953 arriva ad occupare il posto di comandante
supremo d'Indocina il generale francese Henry Navarre. Egli si
trovò immediatamente di fronte alla pericolosissima novità
dell'invasione del Laos da parte del generale Giap. Bisognava
quindi, per prima cosa, tagliare le comunicazioni del nemico
tra il Laos e il Tonchino e allontanare la lotta da Hanoi, da
Hue, da Haipong. Scelse la zona dove concentrare una forza
tale da tenere in scacco le unità del Vietminh in un settore
per esse, in quel momento, fondamentale: il territorio senza
strade nel nord del Tonchino, a cavallo tra le frontiere del
Vietnam e del Laos.
L'idea del generale Navarre era di piantare una spina nel
cuore del nemico, in grado di tenerlo impegnato e nello stesso
tempo di chiudergli la via laotiana. Per questo motivo egli
fece fortificare una località chiamata Dien Bien Phu.
Dien Bien Phu era un villaggio al centro di una pianura lunga
una decina di chilometri e larga sei, con qualche modesta
altura; al centro di essa scorre il fiume Nam Yuma, largo
circa cinquanta metri. Dien Bien Phu divenne una base
aeroterrestre, rifornita da un ponte aereo che la collegava
con Hanoi.
Il 21 novembre 1953, alle 10 di mattina, quattromila
paracadutisti francesi, agli ordini del colonnello Bigeard,
vennero lanciati su Dien Bien Phu. Sulla spianata intorno al
villaggio sostavano poche decine di soldati del Vietminh che
alla vista della massa di nemici che piovevano dal cielo, se
la diedero a gambe.
I francesi cominciarono subito il lavoro per riattare il campo
di atterraggio, si aprirono le casse di armi e munizioni, si
attrezzò il villaggio a difesa. Dal giorno dopo cominciarono
ad arrivare i grandi aerei da trasporto Dakota con i
rifornimenti. Scaricavano cannoni, scavatrici, bulldozers,
attrezzature ospedaliere, apparecchi per il collegamento
radio, munizioni, viveri.
Ora era necessari fortificare immediatamente il territorio con
i reparti del genio. I paracadutisti che si erano impadroniti
di Dien Bien Phu vennero sostituiti da truppe della Legione
Straniera, da nordafricani, da sudvietnamiti. A prendere il
comando del campo trincerato arrivò il colonnello Christian de
Castries. Egli si applicò subito a dare organicità al campo.
Fortificò sette capisaldi, ognuno su colline alte pochi metri,
e a questi diede il nome di una donna. Così il caposaldo più a
nord si chiamò Gabrielle, quello nell'ansa del fiume Beatrice,
quindi Huguette e Dominique. Dietro la pista d'atterraggio
Claudine e Eliane, e infine, più a sud, distante quattro
chilometri dal centro, Isabelle, dove era concentrata
l'artiglieria pesante.
A sistemazione conclusa, Dien Bien Phu era presidiata da sei
battaglioni, cinquemila uomini. Ne sarebbero occorsi trenta,
di battaglioni, per difendere un territorio di
quarantacinquemila chilometri quadrati, ma per varie vicende
le truppe di Dien Bien Phu non riuscirono mai a superare le
tredicimila unità.
Alla metà di febbraio del 1954 il generale Giap era riuscito a
schierare intorno al campo trincerato francese il più grosso
esercito che il Vietminh avesse mai avuto, rifornito
quotidianamente da colonne di autocarri provenienti dalla
Cina.
L'attacco di Giap a Dien Bien Phu cominciò il 13 marzo 1954. I
soldati del Vietminh sembravano balzar fuori dalle viscere
della terra. In realtà essi lavorarono ogni notte, da mesi, a
scavare gallerie di avvicinamento ai bunker di de Castries,
per evitare di avanzare allo scoperto e per cogliere il nemico
di sorpresa. Chilometri e chilometri di gallerie sotterranee
portarono quelle "talpe" fino in prossimità delle prime linee
dei francesi.
Il primo caposaldo a cadere fu Beatrice. Un mese prima il
comandante dell'artiglieria di Dien Bien Phu, colonnello
Piroth, aveva assicurato a de Castries che avrebbe spazzato
via qualsiasi cannone dei viet.
Poco dopo la mezzanotte del 13 marzo anche Gabrielle era
caduta, nonostante i francesi si battessero con grande
coraggio e determinazione. I combattimenti erano violenti e
brevi. I vietminh puntavano principalmente alla pista di
atterraggio. Sapevano che, quando l'avessero presa, Dien Bien
Phu sarebbe caduta.
Nelle due settimane successive al 13 marzo i vietminh
riuscirono a impadronirsi anche di Huguette e Dominique. Ormai
a Dien Bien Phu difettavano le munizioni, scarseggiavano i
viveri. Dei tredicimla uomini della guarnigione, soltanto
tremila erano ancora in condizione di combattere.
Il generale Giap ordinò l'ultimo assalto alle ore 17 di
giovedì 6 maggio 1954. I francesi erano ristretti in un'area
di due chilometri e i vietminh stavano a una distanza di
cinquecento metri. All'alba del 7 maggio anche Claudine cadde,
nonostante l'accanita resistenza dei francesi che si
difendevano metro dopo metro. Alle 17 e 30 sopraggiunse la
fine della resistenza. Non era possibile continuare. Il
colonnello de Castries, promosso generale durante l'assedio,
uscì dal suo bunker e si consegnò al nemico. Da quel momento
era un prigioniero di guerra. La resistenza era durata
esattamente cinquantasei giorni.
L'ultimo caposaldo a cadere fu Isabelle. Là continuarono a
battersi ancora mille uomini della Legione, agli ordini del
colonnello Lalande. Rifiutarono di arrendersi e, al calar
della notte, tentarono un'ultima sortita. Speravano di
riuscire ad aprirsi un varco verso la giungla dove avrebbero
potuto trovare rifugio. Mezz'ora più tardi erano morti quasi
tutti.
Nella battaglia di Dien Bien Phu le perdite dei francesi
ammontarono a quattromila morti e cinquemila feriti.
Nell'aprile del 1955 la Francia ritiRò le sue residue truppe
dall'Indocina.
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Tra le trincee francesi a Dien Bien Phu


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