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Nel nostro tempo, in cui ogni
mito viene dissacrato, ogni retaggio viene rinnegato, in verita’ altri miti piu’ vili ed altri retaggi insulsi vengono
proposti al consumo delle masse. Si rinnega l’eroismo: si
esalta la retorica pacifica dell’obiezione di coscienza. Si
rinnega la dedizione e la fedelta’ alla parola data: si esalta
la sovversione contrabbandandola per contestazione. Si rinnega
il valore guerriero, espressione di coraggio morale e di
virtu’ civile di un popolo e di una Nazione: si esalta la
diserzione da ogni dovere civile e morale. La Legione
Straniera e’ un mito, nel quale , chi ha perso per un
qualsiasi motivo, ogni ideale, qui lo ha ritrovato. Sono i
soldati della Legione che presentano le loro gesta in un
secolo e mezzo di storia. Uomini con un passato personale
spesso da riscattare, hanno fatto di se stessi, nella Legione
e per la Legione, esempi di dovere e di sacrificio per il
giuramento prestato alla bandiera. Un secolo e mezzo di storia
che avanza al passo cadenzato della marcia legionaria, in una
tragica sinfonia che da Camerone a Dien Bien Phu, all’estremo
gesto di virile ribellione dell’Algeria 1962. “ Je ne regrette
rien “ fu l’ultimo canto legionario verso un mondo che sembra
non poter comprendere piu’ la gloria della Legione, che sembra
oggi indifferente ad ogni ideale, ad ogni gesta , ma …… che
avverte ormai il vuoto squallido di una universale
dissacrazione. ( E.Bergot )
Tratto da “ Il Legionario” Anno 1 – Numero 2 Dicembre
2001
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